Fondazione Giuseppe Iannaccone
presents

Supernova - Bvlgari Boutique

a cura di Daniele Fenaroli

16.10.2025
-
1.3.2026
Sede: Bvlgari Boutique VIa Monte Napoleone 2/N4 Milano
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La collaborazione tra Bulgari e la Fondazione Giuseppe Iannaccone dà vita a una nuova mostra negli spazi della Boutique di Via Monte Napoleone a Milano. Il progetto nasce come occasione di dialogo tra alcune opere selezionate della Collezione Giuseppe Iannaccone e la ricerca di una giovane artista italiana, Ruth Beraha, scelta per la sua capacità di affrontare con linguaggi inediti i temi dell’identità e dell’unicità individuale.

La poetica di Beraha si distingue infatti per l’interesse verso l’autoritratto come forma di indagine e per la capacità di rendere visibili i confini del sé attraverso materiali che deformano, riflettono o occultano, generando una costante tensione tra presenza e percezione, tra ciò che appare e ciò che sfugge, in un’esplorazione della molteplicità dello sguardo e della memoria. Una riflessione corale che si inserisce nel solco dell’impegno della Fondazione verso le nuove generazioni e dell’attenzione di Bulgari al sostegno della creatività contemporanea. Supernova è il titolo scelto per la mostra e ne racchiude il senso: come una stella che, al termine della sua esistenza, attraversa un tempo di silenzio e immobilità prima di esplodere in una luce capace di trasformare lo spazio intorno, così anche l’individuo conosce momenti di sospensione e fragilità che possono aprire alla possibilità di un nuovo inizio. È in quella quiete, spesso invisibile eppure necessaria, che matura la possibilità della trasformazione: ciò che sembra isolamento diventa forza latente, ciò che appare arresto si rivela attesa di un nuovo inizio. Non è l’assenza di ostacoli a definire l’umano, ma la capacità di attraversarli, di sostare nell’incertezza e di trarne una visione più ampia.

Come una supernova, l’essere umano è chiamato a trasformare il proprio limite in bagliore, lasciando che la luce, una volta sprigionata, non illumini solo sé stesso ma anche lo spazio condiviso con gli altri. Al centro di questa riflessione si colloca L’Altra (The Other), un autoritratto dell’artista Ruth Beraha impresso sul fondo di un blocco di vetro scuro, percepibile solo da determinate angolazioni. L’opera, nata in dialogo con il Galileo National Telescope di Santa Cruz de Tenerife, non mostra un volto immediatamente accessibile: l’immagine si deforma, si nasconde, affiora e scompare, restituendo così la natura parziale e mai definitiva dell’identità. Non esiste una sola prospettiva che possa racchiuderla, ma una molteplicità di possibilità che emergono dall’interazione tra sguardo, luce e materia. In questa ambiguità si riconosce la forza concettuale dell’opera: come il telescopio scruta altri mondi nella speranza di individuare un pianeta che rifletta le condizioni vitali della Terra, così L’Altra ci ricorda che l’esplorazione dell’alterità è, in fondo, un viaggio verso noi stessi. Non per confermare un’immagine già data, ma per scoprire che la nostra identità è sempre aperta, mutevole, in dialogo con il tempo e con le sue contraddizioni. È proprio in questa continua trasformazione che si riconosce l’analogia con la supernova: un fenomeno che, dopo una lunga fase di silenzio e di apparente oscurità, esplode rivelando un’energia nuova, capace di ridefinire ciò che le sta intorno. La presenza di L’Altra diventa la chiave di lettura dell’intero percorso: essa incarna l’indagine sul sé, la ricerca di un doppio che non è mai specchio fedele ma spazio di interrogazione. Questo sguardo decentrato, che il vetro restituisce come visione parziale e cangiante, prepara lo spettatore a leggere anche le opere della Collezione come variazioni di uno stesso tema: non rappresentazioni conclusive, ma momenti di una continua esplorazione identitaria. Le opere della Collezione Giuseppe Iannaccone che circondano la scultura di vetro si pongono come attori inconsapevoli di questa indagine, restituendo i molteplici stati che l’impatto con la realtà produce nell’essere umano. Così come la supernova vive due momenti distinti, l’intensità silenziosa della singolarità e l’esplosione che si apre alla luce, anche le opere possono essere lette entro questa dialettica.

Nella prima fase, quella della concentrazione e del raccoglimento, si collocano Toyin Ojih Odutola, che con i suoi raffinati disegni indaga l’identità come stratificazione di narrazioni e appartenenze, restituendo figure sospese tra intimità e distanza; Wangechi Mutu, con i suoi corpi ibridi e stratificati, che incarnano la tensione tra attrazione e metamorfosi rivelando la fragilità e insieme la potenza della trasformazione. Laura Owens infine porta nella mostra una prospettiva intima e quotidiana: nei suoi intrecci di segni e stratificazioni, la trasformazione non nasce dall’eccezionale ma dall’ordinario, da ciò che lentamente si deposita. La luce non si manifesta mai come spettacolo improvviso, ma come sedimentazione silenziosa nella notte che, all’improvviso, si rivela capace di ridisegnare il nostro risveglio.

Alla seconda fase, quella dell’espansione luminosa e della rivelazione, appartengono invece le opere di Tyler Mitchell e di Raqib Shaw. Mitchell, con i suoi scatti esplosivi e vitali, trasforma il momento fermato sulla pellicola in energia pura, in un’apertura che travolge e illumina; Raqib Shaw, attraverso scenari minuziosi e visionari, mette in scena un immaginario dove bellezza e inquietudine convivono in un equilibrio fragile, evocando memorie personali e mitologie collettive. Così la mostra diventa un invito a contemplare non l’immobilità delle certezze, ma la vitalità della singolarità. È nel confronto con i propri limiti che la luce cambia direzione e continua a farsi presente. L’immagine di un’identità che affiora e si ritrae senza mai fissarsi, come accade in L’Altra, si lega alla dinamica di una supernova, in cui il silenzio precede l’esplosione e dall’oscurità scaturisce nuova energia: una visione della trasformazione come processo ininterrotto, in cui la fragilità e l’unicità diventano parte costitutiva della forza stessa che definisce ognuno di noi.

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